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BONUS EDILIZI, QUALI NOVITA’ CI ATTENDONO?

La discussione in merito ai Bonus edilizi continua a tenere alta l’attenzione.

Il timore che, soprattutto il Superbonus, potesse essere definitivamente e totalmente cancellato  ha accompagnato l’intero comparto. Le ultime notizie hanno però sconfessato tale preoccupazione, andando a confermare il Superbonus anche nel 2024, seppur con una riduzione al 70% e riservando la misura esclusivamente ai condomìni. Dovranno completare le spese entro la fine dell’anno in corso, sia i soggetti che avevano interventi avviati al 30 settembre 2022, con un avanzamento almeno del 30%, che i soggetti che hanno avviato i cantieri nel 2023.

Per quanto riguarda le altre misure in campo, vengono confermati Ecobonus, Sismabonus, Bonus Barriere Architettoniche che, con percentuali diverse a seconda degli interventi, possono comunque arrivare oltre il 70% di sconto fiscale.

I crediti fiscali potranno essere ceduti solo se risalgono al 2022, oppure se i lavori sono partiti prima del 17 febbraio 2023.

Agevolazioni in evoluzione che non sono, almeno per il momento, destinate a finire.

Qual è l’impatto che la decisione del Governo di mantenere attive le misure, seppur rimodulate, ha avuto sull’operatività delle imprese? Ne parliamo con Virgilio Fagioli, Vice Presidente Vicario di Anaepa - Confartigianato Edilizia, Presidente provinciale e regionale del settore costruzioni e Vice Presidente di Confartigianato Como.  

“Il Governo ha accolto la richiesta presentata dalle imprese già oltre  un anno e mezzo fa, ossia di non cancellare il Superbonus, ma di mantenere la misura, portandola, come è stato stabilito al 70%. E’ un segnale sicuramente positivo, che ha generato soddisfazione. Serve però ora che ci sia la dovuta chiarezza nella stesura e nella diffusione dei decreti attuativi di questa rimodulazione, perché non si generi confusione ulteriore che andrebbe a compromettere il valore e la potenzialità della nuova norma”. 

Altro tema caldo è quello legato al credito derivante dallo sconto in fattura. Coloro che non riusciranno a utilizzarlo, come dovranno comportarsi?

Nel mese di agosto, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale dello specifico decreto, è stato indicato che, nell’ ipotesi in cui i crediti non siano stati utilizzati, l’ultimo cessionario è tenuto a comunicarlo all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’avvenuta conoscenza dell’evento che ha determinato la non utilizzabilità del credito. Si tratta quindi di una comunicazione che riguarderà principalmente i professionisti e le imprese che hanno eseguito sconto in fattura e, non trovando nessuno che acquisti il credito, non potranno utilizzare lo stesso per mancanza della capienza fiscale necessaria. L’obbligo decorrerà dal prossimo mese di dicembre. Nel caso in cui la non utilizzabilità del credito risalga a un periodo antecedente l’1 dicembre 2023, la comunicazione andrà effettuata entro il 2 gennaio 2024. La mancata comunicazione entro i termini comporterà l’applicazione di una sanzione”.


A cura di Francesca Sormani